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Sono ben lontani i tempi in cui, salvo rare eccezioni, i giovani ventenni, erano soliti corteggiare con perseveranza e con manieri gentili le fanciulle. Quanta sospirata attesa per incontrare la ragazza desiderata e per rubare, dopo un lungo corteggiamento, un casto e tenero bacio! Poi, quasi sempre, dopo aver assolto gli obblighi di leva, ci si presentava ai genitori per chiedere la mano della futura sposa. Ma i tempi cambiano e, purtroppo, anche la formazione dei giovani che, quasi sempre manca nelle famiglie, tanto più a scuola. Del resto, i giovani d’oggi, abituati ad avere tutto e subito, non si fanno mancare nulla, proprio nulla, anche in amore, sicché, molto spesso, mettono in atto errate concezioni sul rapporto di coppia, basate, quasi sempre, su fugaci passioni, che nulla hanno a che fare con il genuino sentimento d’amore. Non sono pochi, dunque, gli episodi di storie “usa e getta”, aventi per ...
... scopo nuove sensazioni ed emozioni, per noia o per coprire il vuoto che c’è dentro. Anche il linguaggio del corteggiamento si riduce ad sms e facebook, così mandando definitivamente in soffitta il romanticismo, quasi sempre sconosciuto ai giovani d’oggi. Troppa, dunque, la confusione nei giovani: tra chi, non volendo assumersi le responsabilità che un legame stabile comporta, preferisce l’emozione del momento e chi, al contrario, avvertendo il vuoto dei nostri giorni, si lega al partner, per poi abbandonarsi, se lasciato, a episodi di stalking che spesso degenerano in gesti di violenza estremi. Ovviamente, non si generalizzi, dal momento che ci sono pure testimonianze di giovani che affrontano il tema del rapporto di amore, con serietà e impegno. Prevale, tuttavia, una concezione che è ben lontana da quella sostenuta dalla Chiesa cattolica, che assegna anche particolare importanza al fidanzamento, periodo nel quale i giovani dovrebbero approfondire i sentimenti e studiarsi reciprocamente per arrivare consapevolmente al matrimonio e affrontare responsabilmente la vita coniugale. Una recente indagine Istat del 2007, confermerebbe l’errata concezione dei rapporti di coppia, esistente nei giovani. Dalla ricerca, infatti, è emerso un forte calo delle prime nozze e una crescita, al contrario, delle seconde nozze e delle unioni civili. Inoltre, le prime nozze avverrebbero in età sempre più tarda, con un’età media di 32,8 anni per gli sposi e di 29,7 anni per le spose, dati questi ultimi che potrebbero essere letti sia come un’oggettiva difficoltà nel raggiungere la propria indipendenza economica, indispensabile per mettere su famiglia, sia come desiderio, forse inconsapevole, di posticipare il fatidico “sì” sull’altare, per non assumersi responsabilità nella vita coniugale. Peraltro, non sono pochi coloro che non credono nel sacramento del matrimonio e scelgono la convivenza extraconiugale. C’è, tuttavia, da augurarsi che l’uomo non perda del tutto la solidità dei sentimenti ma, ritrovi la capacità di amare e la semplicità nel farlo e riscopra l’importanza del matrimonio che impegna al sacrificio ma che dà senso alla vita. Per raggiungere un obiettivo così importante è necessario che le famiglie considerino l’educazione dei figli impegno primario. Filomena D’Amelio
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