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Si resta esterrefatti nel sapere che un ragazzo diciassettenne di Foggia sia stato accoltellato da un coetaneo, per futili motivi, mentre, tutt’intorno, gli altri ragazzi si dilettavano nel riprendere con i telefonini i due che si azzuffavano. “La banalità del litigio e l’enormità della tragedia non fanno che aumentare l’angoscia” ha detto Monsignor Tamburrino, Vescovo di Foggia. L’episodio è tristemente indicativo della mancanza assoluta di valori nei nostri ragazzi e richiama alla responsabilità delle famiglie, dei genitori, purtroppo sempre più distratti, se non incapaci di adempiere al delicato e difficile compito educativo, cui sono chiamati per fatto naturale, prima che per dovere di stato. Ha ragione il Prefetto di Foggia, Antonio Nunziante, nel denunciare che “la vicenda va oltre la questione di ordine e sicurezza pubblica e che riguarda la sfera educativa, morale ed etica delle famiglie.” Stando così le cose, è necessario, anzi, ...
... indispensabile, un diverso e maggiore impegno a favore della famiglia. Un impegno fatto non soltanto di nuove leggi e di consistenti sostegni ma un impegno, teso ad assicurare la formazione dei giovani che si preparano al matrimonio, in modo da renderli capaci di gioire della nascita di un figlio e di saper attendere alla sua educazione e preparazione alla vita. A questo obiettivo deve tendere lo Stato con le strutture a ciò preposte, a cominciare dalla scuola, non meno che la Chiesa cattolica che deve saper curare al massimo la formazione dei giovani, suscitando in loro entusiasmo ed impegno, per fare loro comprendere che il ruolo, di padri e di madri, è un compito difficile, quanto esaltante, perché mira ad assicurare alla società generazioni sempre più preparate. Filomena D’Amelio
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