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San Gennaro, pensaci tu! Stampa E-mail

San Gennaro, pensaci tu!La fede, smuove le montagne. E convince, anche senza vedere. Non tutti, come l’evangelico Tommaso, han bisogno di toccare, per credere. Anche se i segni della fede, aiutano la testimonianza. La pietà popolare ha bisogno anche di questo. Specialmente quando, senza remore, s’affida sperando d’essere esaudita. Palpare, baciare, sfiorare luoghi e reliquie, un modo devozionalistico che ancora tiene banco specialmente al Sud. La tendenza a tutti i costi quasi a lasciarsi contagiare, attraverso il contatto, di santità e favori celesti. In determinati contesti, addirittura il fanatismo religioso, domina l’autentica pietas. Ma si sa, ognuno esprime il proprio credo a modo suo. Di Gennaro Esposito, Napoli rigurgita. Se per il cognome, notoria la discendenza, per il nome, non urgono chiarimenti. L’onore di essere battezzati col nome di San Gennaro, il Patrono che da secoli protegge e vigila sulla città, inorgoglisce. ...

... Il martire cristiano, vissuto nel periodo di una delle persecuzioni più feroci che la storia rimandi, sotto Domiziano, quest’anno attenderà come sempre i suoi devoti in Cattedrale. L’appuntamento, al quale il popolo partenopeo si prepara già da giorni prima, quello dello scioglimento del sangue. Un prodigio: la Chiesa ha posto il veto sulla parola miracolo, che da anni si ripete. E che solo in casi particolari, delude le attese. L’evento, quest’anno non consentirà il bacio della teca. Un po’ perchè già da un biennio, le Autorità ecclesiali erano giunte a tale decisione, per la massiccia presenza dei fedeli. Un po’ per ulteriore precauzione igienica, per l’influenza A. Anche a Salerno, la reliquia del braccio di San Matteo, sottratta al bacio devozionalistico, per analogo motivo. Grande attesa, comunque, per i solenni festeggiamenti napoletani che, il cardinale Crescenzio Sepe, incisivizza sempre sotto il profilo liturgico. Il sangue del martire, secondo la tradizione, raccolto da una pia donna, Eusebia, all’atto della decapitazione e le ampolle, seppellite. Solo dopo decenni, riesumate casualmente. Quello che i partenopei definiscono “il miracolo di San Gennaro” consiste nella liquefazione del sangue tre volte all’anno, nel bel mezzo delle solenni preghiere. In rari casi, il prodigio non verificato, è risonato come monito di sciagure, che per coincidenza si sono abbattute. Il legame stretto tra il popolo ed i fedeli, notorio. San Gennaro, amico, confidente, persona viva, non santità assente. Toglierlo dall’immaginario comune, dal calendario dei propri amici, davvero non si può. Per ogni napoletano che si rispetti, un posto d’onore al Santo martire che, come tesoro, non vanta solo ori, ma specialmente il cuore di Napoli!

Rita Occidente Lupo

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