|
Il giudice Antonio Scarpa, del Tribunale di Salerno, ha autorizzato, per la prima volta in Italia, la diagnosi genetica preimpianto ad una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria, l’Atrofia Muscolare Spinale. Un’apertura alla vita che non può confondersi con la fivet eterologa, condannata dalla Chiesa. Per la prima volta, col Magistero di Papa Woytjla, la gerarchia nel vivo della natalità e della procreazione che, per il Papa polacco, si connota “d’amore e responsabilità”. Con bimbi in provetta ed uteri in fitto, tra richieste adottive di coppie omo e trans gestanti, la vita umana continua ad essere un mistero affascinante. Ed inspiegabile. Soprattutto per le coppie desiderose delle gioie della genitorialità, prive di poterle godere. L’affidamento, spesso un iter così farraginoso, che sconforta anche i più motivati. Ed allora, escamotage, che a volte sanno anche di paradosso. Un po’ come la clinica inglese, nella ...
... quale è possibile perfino scegliere il sesso e le caratteristiche somatiche del nascituro, giungendo quasi a tratteggiarne perfino le guancette paffute. Contro la Ru e le pratiche abortive, l’aborto assistito e la pillola del giorno dopo, da Salerno il grido alla vita al di là della malattia. Della disabilità, che può trasmettersi alla discendenza. Tra pedopornografia e bimbi cestinati nei cassonetti, i vagiti di chi nasce in condizioni anche precarie, compromettendo a volte ancora la salute fisica della gestante che, qualche volta, può ancora essere compromessa letalmente da un parto distocico. Mentre la voglia di venire al mondo, valica ogni steccato pregiudiziale, valicando anche il reticolato della precaria contraddizione esistenziale: chi frustrato si costruisce bebè umanoidi e chi ne sforna a iosa, come il parto plurigemellare beneventano: acrobatica forza di sopravvivere a 6 pargoli che vagiscono, urlano e si muovono all’unisono! Rita Occidente Lupo http://www.dentrosalerno.it/
|
Commenti