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11 Settembre San Giovanni Gabriele Perboyre: crocifisso e finito a colpi di spada Stampa E-mail


Pontifex.RomaJean Gabriel Perboyr nacque a Puech, nella Diocesi francese di Cahors il 6 Gennaio 1802 da Pietro Perboyre e Maria Rigat; nonostante gli anni difficili delle persecuzioni governative francesi nei confronti della Chiesa, i genitori educarono il figlio a forti principi cristiani. Inizia gli studi elementari nel suo paese natale, ma il suo amore per Cristo si fa sentire sempre più forte; da ragazzo intanto, aiuta il padre nel podere di famiglia. Nel 1816 il fratello Louis entra nel seminario dei lazzaristi di San Vincenzo dè Paoli di Montauban, diretto dallo zio paterno; a 15 Jean Gabriel segue il fratello in seminario, si appassiona subito alla vita religiosa, tanto da chiedere di essere ammesso nella Congregazione. Viene accettato e il 28 Dicembre 1820 emette i voti solenni; si reca a Parigi, nella casa madre dell’Ordine, per dedicarsi agli studi teologici. Si distingue subito per l’intelligenza fuori dal comune e per la sua dolcezza, diventando ben presto un esempio da ...

... seguire per tutti i suoi compagni di corso; il suo ascendente sugli altri viene sfruttato per l’insegnamento e viene inviato ad insegnare ai ragazzi nel collegio San Vincenzo di Mont Didier, dove rivela ottime capacità didattiche e formative.

Il 23 Settembre 1826 viene ordinato sacerdote nella cappella della casa madre di Parigi; i superiori lo inviano nel Seminario maggiore di Saint Flour dove insegna teologia dogmatica, mentre l’anno successivo viene nominato rettore del pensionato ecclesiastico.

Nell’autunno del 1832 viene richiamato a Parigi, in qualità di vice maestro dei novizi nella casa di San Lazzaro; ma il suo sogno sono le missioni, specie quelle nella lontana Cina. E proprio sulla strada che porta alla missione in Cina, il 2 Maggio 1831 muore il fratello, Padre Louis Perboyre; Jean Gabriel scalpita per sostituire il fratello e il 21 Marzo 1835 il suo desiderio viene finalmente esaudito.

Il 29 Agosto dello stesso anno raggiunge Macao, dove si ferma qualche mese per studiare la lingua cinese, prima del suo incarico definitivo di Vicario generale nella provincia meridionale di Honan. La zona in cui si trova a lavorare copre 174 mila chilometri quadrati, è facile immaginare le difficoltà che si trovava davanti il missionario; nel Gennaio del 1838 viene trasferito nella provincia di Hupeh, dove si fa ancora più intenso il suo apostolato, non si stanca mai di ripetere: “Io sono la Via, la Verità, la Vita.

Non ci resta che camminare per questa via. Per non essere distolti da questo proposito, ci occorre una luce che rischiari il cammino. Questa luce non può essere che Lui, Gesù, la Verità in persona: Lui stesso ha detto che chi lo segue non cammina nelle tenebre, ma possiede la luce della vita”.

Ma in quegli anni scoppia in Cina una violenta persecuzione anticristiana, lui si deve nascondere, ma un vile cristiano che lo accompagna, moderno Giuda, lo tradisce ingolosito dalla taglia posta sulla sua testa e ne rivela il nascondiglio alle autorità; il 26 Settembre 1839 viene catturato a Tcha- Yuen-Keu e condotto a Kwan-Ytang dove subisce un primo interrogatorio, seguito da terribili torture, viene trasferito a Ku-Gheng dove soffre altre inenarrabili sevizie e torture.

Successivamente viene portato nelle malsane prigioni di Wuchang, vi rimane otto mesi e  non mancano altre torture, in attesa della sua condanna a morte che viene quindi pronunciata dal tribunale e ratificata dall’imperatore.

Padre Jean Gabriel conosce ormai il suo imminente destino, ma non si lascia intimorire ed è in questo periodo che afferma: “Non possiamo salvarci se non conformandoci a Gesù Cristo. Dopo la morte non ci sarà chiesto se saremo stati sapienti, se abbiamo occupato posti importanti, se ci siamo guadagnati la stima degli uomini, ma ci sarà chiesto se ci siamo applicati a conoscere e imitare Gesù Cristo. Se Dio non troverà in noi alcun tratto del Modello divino, saremo senz’altro respinti; ma se ci saremo conformati a questo Modello saremo glorificati: i Santi in cielo non sono altro che immagini di Cristo glorificato, come in terra lo furono di Cristo sofferente e dedito alle opere della sua missione”.

All’11 Settembre del 1840 venne fissata la sua condanna a morte e a mezzogiorno Padre Jean Gabriel venne crocifisso e finito a colpi di spada; tutto si era compito, lui aveva sempre desiderato offrire il suo sangue a Gesù e così fu.

Le sue spoglie mortali furono poste sulla “Montagna Rossa”, il cimitero della città dove venne giustiziato; vent’anni dopo i suoi resti furono traslati in Francia e trasportati nella Casa Madre della Congregazione a Parigi. Già dal 1843 Papa Gregorio XVI iniziò la sua causa di beatificazione, conclusa da Papa Leone XIII nel 1889; infine fu canonizzato da Giovanni Paolo II il 2 Giugno 1996.

Emanuele

Fonte: www.santiebeati.it



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