| In diocesi: La Messa capitolare del cardinale Vallini |
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La solenne celebrazione è stata preceduta da una breve cerimonia nella Cappella Colonna, dove il cardinale ha presentato la lettera bollata papale al camerlengo, monsignor Gianfranco Bella, il quale, verificatene autenticità e integrità, l’ha porta al segretario del Capitolo Laterarnense, monsignor Italo Taddei, che ne ha dato lettura al Capitolo in lingua latina. Nella stessa lingua il cardinale arciprete ha poi prestato giuramento sul libro dei Vangeli e, dopo essere stato accompagnato al suo scranno dal decano del Capitolo Lateranense, monsignor Giovanni Battista Proja, ha anche presieduto la preghiera delle Lodi. Poco dopo, presso l’altare papale, ha avuto inizio la Messa capitolare, concelebrata sempre in latino dall’intero capitolo (presenti anche il pro-arciprete, monsignor Domenico Pecile, l’altro camerlengo, monsignor Ottavio Petroni, e i due cappellani della basilica, monsignor Francesco Saverio Salerno, vescovo titolare di Cerveteri, e monsignor Francesco Camaldo). Alla liturgia hanno assistito i frati minori penitenzieri e le tre comunità religiose femminili che offrono il loro servizio presso la basilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano: le suore Figlie della Madonna del Divino Amore, le Missionarie dell’Eucaristia e le Missionarie della Divina Rivelazione. Dopo il saluto liturgico iniziale, il segretario del Capitolo, monsignor Taddei, ha dato lettura della lettera papale in lingua italiana a tutta l’assemblea, seguito da un breve indirizzo di saluto da parte del decano, monsignor Proja che, in particolare, si è rivolto al cardinale con queste parole: «L’ultimo dei profeti e l’evangelista che, come aquila, penetra con sguardo di fede il mistero del Verbo incarnato, ispirino l’annuncio della Parola nella nostra città, perché gli uomini di buona volontà riconoscano in Gesù Cristo il Salvatore, in cui si compiono le aspirazioni alla gioia e alla verità che ogni persona porta nel cuore». di Federico Chiapolino
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Con una solenne cerimonia, domenica 28 settembre, il porporato ha assunto ufficialmente il titolo di arciprete della basilica di San Giovanni in Laterano di Federico Chiapolino. «A chi viene pellegrino a Roma noi, che abbiamo l’onore di custodire questa basilica, cattedrale del Papa e madre di tutte le Chiese, dobbiamo offrire la nostra santità personale con la testimonianza della nostra vita, la forza della preghiera e della liturgia e, inoltre, con l’accoglienza che è guida spirituale attraverso il sacramento della Riconciliazione e del perdono». Lo ha affermato il cardinale vicario Agostino Vallini durante l’omelia della Messa capitolare da lui presieduta domenica 28 settembre nella basilica di San Giovanni in Laterano e che ha sancito il suo insediamento ufficiale come arciprete della cattedrale di Roma, incarico cui è stato chiamato dal Papa, che per tradizione lo affida al suo vicario diocesano per l’intera durata del mandato. 

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