| 17 DICEMBRE SAN GIOVANNI DE MATHA |
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... Santissima Trinità, portano un abito bianco con una croce rossa e azzurra sul petto, cappa e cappuccio neri. La neonata comunità si basa su comunità piccole ed agili, niente fronzoli e nessuna ambizione estetica per i riti e per le Chiese, l’elemosina raccolta da appositi collettori viene così ripartita: un terzo per il mantenimento dei monaci, un terzo per i poveri e gli ammalati ed un terzo per il riscatto degli schiavi; nel 1199 Papa Innocenzo III approva l’Ordine e subito dopo parte la prima missione verso il Marocco. I Trinitari, così vengono chiamati, visitano mercati, prigioni, luoghi di lavoro e trattano con le autorità locali; grazie al loro intenso lavoro riescono a liberare i primi 200 schiavi, intanto un notaio rileva tutto e segna meticolosamente i riscatti che i religiosi pagano regolarmente. I primi duecento schiavi liberati sbarcano a Marsiglia, accompagnati nella Cattedrale da Giovanni de Mathia; i marsigliesi piangono commossi e questo gesto è destinato a creare proseliti, dato che circa vent’anni più tardi Pietro Nolasco fonderà a Barcellona i Mercedari, religiosi con lo stesso obiettivo dei Trinitari. L’Ordine si sviluppa in maniera esponenziale, solo dieci anni dopo la fondazione si contano 30 case Trinitarie e nel 1250 si arriva addirittura a 600, soprattutto in Francia e Spagna; inoltre Giovanni e i suoi offrono ospitalità agli ex schiavi malati o rimasti senza famiglia. Tra il 1199 ed il 1207 Giovanni si spinge in ogni angolo per cercare nuovi finanziamenti, con l’unico scopo di aprire nuove case ed organizzare ulteriori operazioni di riscatto degli schiavi; Papa Innocenzo III gli dona a Roma la Chiesa abbaziale di San Tommaso in Formis sul Celio, dove Giovanni crea un ospizio per gli schiavi liberati, in questa casa nel 1209, venne ospitato anche un pellegrino, destinato a diventare molto amico di Giovanni, quel pellegrino era San Francesco di Assisi. Proprio nella casa romana del suo Ordine, Giovanni de Matha muore il 17 Dicembre del 1213; alcuni secoli più tardi, nel 1665 il convento cambia di proprietà e due frati Trinitari spostano i resti del Santo a Madrid, in un’altra casa dell’Ordine. A causa dei movimenti rivoluzionari del XVIII secolo, l’Ordine viene soppresso, per riaprire i battenti nel XIX secolo, con nuove case sorte in Europa e in America, i religiosi sono impegnati nell’assistenza ospedaliera e nel ministero; manca una redazione completa dei riscatti effettuati dai Trinitari nell’arco dei secoli, perché il religioso che vi lavorava, Padre Domenico dell’Assunta fu ucciso durante la Guerra Civile spagnola nel 1936 e tutto il materiale andò perduto, tuttavia giova ricordare un nome su tutti, tra gli schiavi liberati dai Trinitari: Miguel de Cervantes, futuro scrittore di Don Chisciotte, venne catturato da un pirata albanese nel 1575 e venduto sul mercato di Algeri, venne poi liberato dal Trinitario spagnolo fra Juan Gil, nel 1580. Giovanni de Matha fu canonizzato da Papa Alessandro VII il 21 Ottobre del 1666. Emanuele Fonte: www.santiebeati.it
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Giovanni de Matha nacque a Faucon, nell’alta Provenza il 23 Giugno del 1154; non ci sono cenni storici sulla sua vita prima del seminario, decide comunque di scegliere la vita religiosa molto tardi e diventa sacerdote quando ha già 40 anni. Viene nominato docente di teologia all’Università di Parigi, ma all’improvviso gli accade qualcosa di misterioso e decide di seguire un “segno” che lo spinge a dedicarsi al riscatto degli schiavi cristiani in Africa; in quegli anni la pirateria mediterranea era solita rastrellare i piccoli villaggi sulla costa con l’obiettivo di fare razzia di giovani uomini e donne, per poi rivenderli al mercato degli schiavi nordafricano. Giovanni si ritirò dunque per riflettere a Cerfroid, nelle campagne vicino Parigi, in quel luogo incontra quattro eremiti, a cui espone il suo progetto, loro accettano con entusiasmo di unirsi a Giovanni ed in meno di tre anni nasce la struttura ufficiale che supporta il loro progetto; viene quindi, fondato l’Ordine della ...


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